L’Osteoporosi è una malattia cronica che indebolisce la densità e la qualità del tessuto osseo con un conseguente aumento del rischio di frattura, anche spontaneo.
Questo è il motivo per cui quello che potrebbe apparire come un processo di invecchiamento è ad oggi un problema di salute globale: le fratture, infatti, aumentano i tassi di mortalità e disabilità, riducono le aspettative di vita e costituiscono un costo sociale.”
La Dott.ssa Gilda Alleva, specialista in Reumatologia, ci offre dei preziosi consigli per allontanare il rischio di osteoporosi.
La principale complicanza dell’osteoporosi è appunto rappresentata dalle fratture che possono interessare tutti i segmenti scheletrici.
Tuttavia, non tutte le osteoporosi portano a frattura: pur in presenza dello stesso grado di osteoporosi, infatti, solo un uomo su cinque e solo una donna su tre si fratturerà. E’ dunque importante sottoporsi all’analisi del rischio e prendere in considerazione con lo specialista di riferimento tutti i fattori, come ad esempio la familiarità a fratture, l’età, la presenza di comorbilità, l’abuso di fumo ed alcool.
La Diagnosi Strumentale dell’osteoporosi può essere effettuata mediante l’utilizzo di un’ampia varietà di tecniche finalizzate alla valutazione della densità minerale ossea (BMD bone mineral density) anche se quella più impiegata nella pratica clinica è la densitometria ossea a raggi X, nota anche come DEXA (dall’acronimo inglese Dual Energy X-Ray Absorptiometry) o MOC (mineralometria ossea computerizzata).
Essa è basata sull’assorbimento dei raggi X a doppia energia che è molto influenzata dal minerale calcio, il costituente principale del tessuto osseo. Il successo e la diffusione della DEXA sono legati ai numerosi vantaggi, in particolare quando questa è applicata ai siti “centrali” : colonna lombare e femore. La metodica è dotata di un’ottima riproducibilità espone il paziente ad una dose di radiazioni assolutamente trascurabile ed i valori di BMD ottenuti sono in grado di predire il rischio di frattura del femore e della colonna.
Ciò nonostante la DEXA presenta alcuni limiti tecnici che devono essere ben noti al personale sanitario che esegue e referta questo tipo di esame, così come ai medici che lo interpretano. Ottenere una corretta scansione DEXA è infatti un procedimento a più tappe che inizia dalla corretta caratterizzazione anagrafica, etnica e antropometrica del paziente, successivamente passa ad una rigorosa acquisizione ed elaborazione delle immagini per poi giungere ad un’attenta interpretazione/refertazione dei dati quantitativi ottenuti. Tale procedimento richiede un training elevato del personale che esegue e referta l’esame nel cui contesto possono verificarsi errori in ogni fase : posizionamento, analisi, refertazione.
L’obiettivo della misurazione della BMD non consiste solo nella individuazione dei criteri diagnostici ma anche e soprattutto nel fornire informazioni prognostiche sul rischio di frattura così come nello stabilire un punto di partenza per il monitoraggio seriato del paziente. Di conseguenza l’esecuzione della DEXA non può prescindere dalla concomitante identificazione dei fattori di rischio per osteoporosi da integrare con il dato BMD per la stima del rischio di frattura stesso.
Dal momento che l’età è uno dei principali fattori di rischio per la riduzione del BMD, così come il sesso femminile, le indicazioni riflettono primariamente queste due condizioni. Di conseguenza l’indagine DEXA è indicata :
In presenza di importanti fattori di rischio è bene non aspettare l’evento fratturativo e sottoporsi a MOC ed analisi del rischio anche prima dei 65 anni, soglia individuata dalle linee guida per eseguire la MOC nella popolazione generale a basso rischio : le terapie farmacologiche oggi disponibili infatti sono altamente efficaci anche nell’ottica di prevenzione, in quanto capaci di aumentare la densità minerale ossea e ridurre quindi il rischio di frattura.
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